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Il dashboard delle elezioni comunali presenta in modo chiaro e accessibile statistiche rilevanti sulla politica locale dell’Alto Adige. Riunisce i dati di diverse istituzioni pubbliche su un’unica piattaforma e li visualizza anche nel tempo. In questo modo il dashboard permette di individuare tendenze e di effettuare confronti. Inoltre, mette in evidenza aspetti specifici come la distribuzione di genere o i gruppi linguistici nella politica comunale.
La politica comunale è un elemento centrale della democrazia in Alto Adige. Consente alle cittadine e ai cittadini di influenzare la politica in modo attivo e diretto. I dati analizzati mostrano in che misura queste possibilità di partecipazione vengano effettivamente sfruttate dalla popolazione locale. A tal fine vengono visualizzati, per il periodo dal 2000 al 2025, le tendenze della partecipazione al voto, il numero delle candidature per le cariche politico‑comunali, le schede nulle e la rappresentanza dei partiti nei comuni altoatesini.
Le indicazioni annuali rappresentano anni di riferimento. Qualora un comune non abbia partecipato alla tornata elettorale ordinaria, si considera l’ultima elezione comunale svoltasi nel corso degli anni.
Fonte dei dati: Risultati elettorali ufficiali ed elenchi dei candidati della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.
L’affluenza alle urne indica la quota degli aventi diritto al voto che ha effettivamente partecipato alle elezioni.
Dal 2000 si osserva un calo continuo dell’affluenza alle urne nelle elezioni comunali dell'Alto Adige. Una tendenza al ribasso simile emerge anche per le elezioni europee e per quelle provinciali. L’affluenza alle elezioni provinciali rimane stabilmente superiore a quella delle comunali, mentre la partecipazione alle elezioni europee resta costantemente al di sotto del livello delle comunali.
Il numero delle persone candidate alla carica di sindaco/a e al consiglio comunale risulta dalla somma di tutti i comuni e le città dell’Alto Adige.
Il numero delle candidature per le cariche politico‑comunali ha mostrato un andamento crescente fino al 2010, per poi diminuire continuamente negli anni successivi, raggiungendo nel 2025 il valore più basso finora registrato, con complessivamente 4.372 persone candidate. Si noti che il numero massimo di candidature a sindaco/a è stato registrato nel 2005 (846 persone). Nel 2010, questo numero era già calato di quasi 400 unità. Al contempo, lo stesso anno mostra un marcato cambiamento nelle candidature comunali, con un aumento di quasi 500 candidature ai consigli comunali.
Il grafico mostra il numero dei comuni in cui una sola persona si è candidata alla carica di sindaco/a.
Tra il 2005 e il 2020 il numero dei comuni con una sola candidatura a sindaco/a è più che triplicato. Nel 2025 si è registrata una lieve diminuzione.
Le percentuali nel grafico a radar si riferiscono ai comuni in cui è stata presentata una sola candidata a sindaco/a alle elezioni comunali, suddivisi per comunità comprensoriale.
La mappa dell’Alto Adige riportata nella seconda pagina visualizza i comuni con un’unica candidatura alla carica di sindaco/a. I bordi neri evidenziano i confini delle comunità comprensoriali.
Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2025, in oltre un quinto di tutte le elezioni comunali si è candidato una sola persona alla carica di sindaco/a. Questo fenomeno è particolarmente evidente nel Burgraviato, dove oltre un terzo delle elezioni viene disputato da una sola candidata o un solo candidato. A confronto, nella Comunità comprensoriale della Val Pusteria, che possiede lo stesso numero di comuni e in cui si sono svolte lo stesso numero di elezioni, solo circa un quinto dei comuni ha affrontato le elezioni con candidatura unica.
A Lauregno, in tutti gli anni analizzati si è presentata una sola persona per la carica di sindaco/a. Una situazione simile si riscontra a Scena, dove in cinque dei sei anni considerati si è candidata un’unica persona. Anche a San Martino in Badia, in cinque dei sei anni campione si è registrata una sola candidata o un solo candidato. Inoltre, altri sei comuni della Comunità comprensoriale Burgraviato, tre comuni della Val Pusteria e due comuni della Val Venosta hanno presentato, in quattro dei sei anni esaminati, un’unica candidata o un unico candidato alla carica di sindaco/a.
I grafici a linee mostrano l’affluenza alle urne dei comuni in base al numero di persone candidate. L’affluenza si basa sulla quota degli aventi diritto al voto che hanno effettivamente partecipato alle elezioni.
L’affluenza alle urne diminuisce nel periodo osservato, indipendentemente dal numero di persone candidate. Tuttavia, con più persone candidate l’affluenza risulta fino al 4,8 per cento più alta rispetto ai casi con un’unica candidata o un unico candidato.
Nelle comunità con meno di 15.000 abitanti, la lista viene votata separatamente dalle persone candidate alla carica di sindaco/a. I grafici a linee visualizzano le percentuali di schede di lista nulle in presenza di una o di più liste.
La quota di schede nulle, in caso di una sola lista, ha superato il 20 per cento alle elezioni di La Valle nel 2000 e in quelle di Corvara e San Pancrazio nel 2020. Queste percentuali rappresentano valori estremi rispetto agli altri comuni e alterano i risultati. Per questo motivo è possibile scegliere tra i risultati “senza valori anomali” e “con valori anomali”.
La percentuale di voti di lista nulli nei comuni con meno di 15.000 abitanti mostra un andamento in gran parte simile, indipendentemente dal fatto che si sia presentata una sola lista oppure più liste. In particolare negli anni 2015 e 2020 si osserva un aumento significativo dei voti nulli, che si manifesta sia nei comuni con lista unica sia in quelli con più liste. Tuttavia, emerge che la quota di voti di lista nulli tende ad essere più elevata quando si presenta una sola lista.
Nei comuni con più di 15.000 abitanti, tra cui Bolzano, Bressanone, Brunico (dal 2015), Laives e Merano, il consiglio comunale e il/la sindaco/a vengono eletti con un’unica scheda elettorale.
Per questo motivo, nei comuni grandi vengono visualizzati sia le schede nulle espresse per il/la sindaco/a sia la quota di schede bianche.
Negli anni 2000 e 2015 oltre il 4,5 per cento dei voti per il/la sindaco/a risultava nullo con oltre l'1,5 per cento costituito da schede bianche. Nel 2025 è stato registrato il valore minimo di voti nulli e di schede bianche dell’intero periodo considerato.
La rappresentanza dei partiti viene visualizzata in base al numero di comuni in cui il partito si è presentato alle elezioni.
Si distingue tra piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti e grandi comuni con più di 15.000 abitanti, tra cui Bolzano, Bressanone, Brunico (dal 2015), Laives e Merano.
I partiti candidati spesso non si presentano sia nei comuni piccoli che nei comuni grandi. Lega e Fratelli d’Italia inizialmente partecipavano solo nei grandi comuni, hanno però poi iniziato a candidarsi anche nei comuni più piccoli. Grüne–Verdi–Vërc, Süd-Tiroler Freiheit, Südtiroler Volkspartei e Partito Democratico si sono invece presentati fin dall'inizio del periodo considerato in entrambe le classi dimensionali. Il Team K è stato presente esclusivamente nei comuni grandi, mentre Die Freiheitlichen, pur essendo sempre stato presente nei comuni piccoli, non ha partecipato alle elezioni nei comuni grandi negli anni 2000 e 2025 .
La percentuale dei seggi dei partiti nei consigli comunali si riferisce alla somma complessiva di tutti i membri dei consigli comunali dell’Alto Adige.
Nei consigli comunali dell’Alto Adige sono rappresentati principalmente la Südtiroler Volkspartei e le liste civiche, che costituiscono i due gruppi più numerosi. Negli anni 2000 e 2005, il gruppo “Altri partiti”, aggregato da Eurac Research e composto da formazioni come Noi per l’Alto Adige, Union für Südtirol/Bürgerunion für Südtirol, Unitalia, altri partiti di centro-sinistra e centro-destra, rappresenta il terzo gruppo più forte. Nel 2010 cambia la rappresentanza dei partiti e i Freiheitlichen diventano il terzo partito più forte. A partire dal 2015, oltre alla Südtiroler Volkspartei e alle liste civiche, nessun altro partito supera il 3,6 per cento dei seggi nei consigli comunali dell’Alto Adige. Dal 2025, la Süd-Tiroler Freiheit è diventata il terzo partito più forte e Grüne–Verdi–Vërc il quarto.
Le sindache e i sindaci eletti sono attribuiti ai singoli partiti oppure ai gruppi aggregati da Eurac Research. Si distingue tra piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti e grandi comuni con più di 15.000 abitanti, tra cui Bolzano, Bressanone, Brunico (dal 2015), Laives e Merano.
Nei piccoli comuni, nel corso dell’intero periodo osservato, sono stati elette sindaco/a almeno 94 persone candidate con la Südtiroler Volkspartei. A partire dall’anno 2015, le persone candidate nelle liste civiche hanno registrato un maggiore successo elettorale.
Nei grandi comuni, invece, sono stati eletti sindaci e sindache appartenenti ai Grüne–Verdi–Vërc e al Partito Democratico. I candidati e le candidate della Südtiroler Volkspartei hanno ricoperto la carica di sindaco/a in almeno due grandi comuni dal 2000 al 2020. Nell’anno 2025, in quattro dei cinque grandi comuni sono stati eletti candidati o candidate della Südtiroler Volkspartei.
Nonostante la popolazione dell’Alto Adige sia composta da un numero quasi uguale di donne e uomini, la distribuzione di genere nella politica comunale risulta sbilanciata. I dati visualizzati illustrano come si sono sviluppate nel tempo le candidature, i risultati elettorali e i mandati ottenuti da donne e uomini nei consigli comunali e nelle cariche di sindaco e sindaca. I dati sono stati analizzati sia a livello generale sia a livello di partiti per il periodo dal 2000 al 2025.
Le indicazioni annuali rappresentano anni di riferimento. Qualora un comune non abbia partecipato alla tornata elettorale ordinaria, si considera l’ultima elezione comunale svoltasi nel corso degli anni.
Fonte dei dati: Risultati elettorali ufficiali ed elenchi dei candidati della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol.
Le percentuali di genere nei consigli comunali e nella carica di sindaco/a si basano sui valori assoluti a livello provinciale. Nel calcolo della distribuzione di genere nei consigli comunali sono inclusi anche le sindache e i sindaci.
Sia nei consigli comunali sia nelle cariche di sindaco/a prevale la presenza maschile. Allo stesso tempo, si registra un aumento continuo della quota femminile durante il periodo osservato.
Se nel 2005 le donne rappresentano circa un quinto dei membri dei consigli comunali, nel 2015 sono circa un quarto e nel 2025 quasi un terzo . Nel 2025 sono state elette complessivamente 17 sindache e 99 sindaci.
Il grafico mostra la percentuale media di donne e uomini presenti nelle liste delle persone candidate ai consigli comunali dell’Alto Adige.
Le donne sono sottorappresentate nelle liste delle persone candidate ai consigli comunali. Tuttavia, negli ultimi decenni si osserva una tendenza verso una distribuzione di genere più equilibrata – anche grazie a misure normative per la parità di genere.
La normativa regionale sulle quote (Legge regionale 22 dicembre 2004, n. 7) stabiliva che entrambi i generi dovessero essere rappresentati nelle liste delle persone candidate e che nessuno dei due potesse superare i due terzi del numero massimo dei candidati ammessi.
Nel 2022 la normativa sulle quote è stata modificata (emendamento al disegno di legge n. 19/XVI “Parità di diritti tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive”), stabilendo che nelle liste delle persone candidate nessuno dei due generi possa essere rappresentato con più di due terzi delle persone candidate. In questo modo, la regolamentazione delle quote si riferisce al numero effettivo di persone che si candidano in una lista.
Le percentuali dei voti di preferenza sono state calcolate sulla base del loro numero assoluto espresso a livello provinciale.
Le percentuali dei voti di preferenza dei due generi riflettono un andamento simile a quello dei candidati e delle candidate (vedi grafico precedente). La quota di voti di preferenza a favore delle donne aumenta continuamente nel periodo osservato, mentre quella a favore degli uomini diminuisce.
Considerando i valori assoluti, nel 2025 sono stati attribuiti, indipendentemente dal genere, circa 52 mila voti di preferenza in meno rispetto all’anno 2000. Osservando la ripartizione per genere, nello stesso confronto le donne hanno ottenuto circa 70 mila voti di preferenza in più, mentre gli uomini ne hanno ricevuti circa 122 mila in meno.
Il grafico mostra la relazione tra la quota di donne e uomini candidate/i e la composizione dei consigli comunali nei singoli comuni.
Le varie pagine visualizzano i rispettivi anni.
Nel periodo osservato, le quote di genere tra le candidature alle elezioni comunali si avvicinano progressivamente. Un processo di convergenza analogo emerge anche nella composizione dei consigli comunali.
Nell’anno 2000, sia nelle candidature sia nella composizione dei consigli comunali emergono forti squilibri di genere. La quota di donne candidate si colloca prevalentemente tra il 10 e il 30 per cento. Nei consigli comunali le donne sono rappresentate per lo più con percentuali tra il 5 e il 20 per cento. In tre comuni manca completamente una rappresentanza femminile nel consiglio comunale.
Confronto 2000 e 2005: la quota di donne candidate aumenta in modo significativo e si avvicina sempre più alla soglia del 35 per cento. Parallelamente cresce leggermente anche la quota delle consigliere comunali elette. Per la prima volta, il consiglio comunale di un comune è composto da un numero quasi uguale di donne (46%) e uomini (54%).
Confronto 2005 e 2010: la quota di candidate rimane in gran parte stabile, mentre quella delle consigliere comunali si avvicina sempre più alla soglia del 30 per cento. Inoltre, per la prima volta è presente almeno una donna in ogni consiglio comunale.
Confronto 2010 e 2015: sia la quota delle donne candidate sia quella delle consigliere comunali elette aumentano nuovamente. In due comuni la percentuale di donne tra le candidature supera per la prima volta la soglia del 45 per cento, mentre sette comuni presentano una quota femminile di almeno il 40 per cento nei rispettivi consigli comunali.
Confronto 2015 e 2020: le quote di genere tra i candidati e le candidate rimangono in gran parte stabili, mentre la presenza femminile nei consigli comunali continua ad aumentare. Per la prima volta, un comune presenta una maggioranza femminile nel consiglio comunale. In un altro comune, per la prima volta, si candidano un numero uguale di donne e uomini.
Nell’anno 2025, la quota di donne candidate supera il 30 per cento in tutti i comuni. Di conseguenza, la maggior parte dei consigli comunali presenta una percentuale femminile compresa tra il 25 e il 35 per cento. Per la prima volta, in un consiglio comunale sono rappresentati un numero uguale di donne e uomini.
Le percentuali di donne e uomini candidate/i si basano sul numero assoluto di persone candidate a livello provinciale.
La distribuzione di genere tra le persone candidate è fortemente sbilanciata. La quota di uomini candidati rimane costantemente superiore ai tre quarti per tutto il periodo osservato. La percentuale di donne supera un quinto negli anni 2005 e 2020 e aumenta fino a quasi un quarto nel 2025.
L’andamento temporale delle candidature dei due generi mostra, in valori assoluti, una tendenza simile. Sia per le donne sia per gli uomini, il numero dei candidati e delle candidate ha raggiunto il suo massimo nel 2005, per poi diminuire negli anni successivi. Solo tra il 2015 e il 2020 si osservano differenze tra i generi: mentre il numero degli uomini candidati è diminuito di 17 unità, nel 2020 si sono candidate 8 donne in più alla carica di sindaco/a rispetto al 2015.
La mappa dell’Alto Adige mostra in quali comuni è stata eletta una sindaca oppure un sindaco. I bordi neri indicano le comunità comprensoriali dell’Alto Adige.
Il numero delle sindache aumenta in modo continuo nel periodo osservato, passando da due nell’anno 2000 a 17 nel 2025.
In totale, nei rispettivi anni campione, sono state analizzate 696 elezioni comunali. Complessivamente, le donne sono state elette alla carica di sindaca 56 volte e gli uomini 640 volte. Il maggior numero di elezioni vinte da donne si registra nella Comunità comprensoriale del Burgraviato, con 19 vittorie, seguita dalla Comunità comprensoriale Oltradige Bassa Atesina, con 15 vittorie femminili.
I grafici a torta mostrano le percentuali di candidate e candidati dei partiti. Le dimensioni dei singoli grafici si basano sul numero assoluto di candidati e candidate: un grafico più grande indica quindi che per quel partito si sono presentate più persone rispetto a un grafico più piccolo.
Il grafico a barre nella seconda pagina visualizza le percentuali di candidate e candidati per partito o raggruppamento nel corso degli anni.
Nei diversi partiti o raggruppamenti, la rappresentanza di candidate e candidati non è equilibrata. Grüne–Verdi–Vërc e Team K presentano un numero quasi uguale di donne e uomini, tuttavia, il loro numero di candidature è relativamente basso rispetto ad altri partiti. La Südtiroler Volkspartei, seguita dalle liste civiche, è invece il partito che presenta in valori assoluti il maggior numero di candidate e candidati.
Il successo elettorale si basa sulla percentuale di elette/i tra le candidate e i candidati, suddivisi per genere e anno.
Il grafico a colonne nella seconda pagina mostra il numero assoluto delle donne e degli uomini elette/i.
Il successo elettorale di donne e uomini è più elevato per le/i candidate/i della Südtiroler Volkspartei. Per i candidati uomini, nel periodo osservato, il successo elettorale supera talvolta il 30 per cento per i candidati con Die Freiheitlichen, Süd-Tiroler Freiheit, Lega e liste civiche. Le candidate donne registrano i loro risultati migliori, superiori al 20 per cento, se candidate con liste civiche, Die Freiheitlichen e Süd-Tiroler Freiheit.
In valori assoluti, il maggior numero di consigliere e consiglieri comunali viene eletto nella Südtiroler Volkspartei e nelle liste civiche.
Lo Statuto di autonomia prevede che ogni gruppo linguistico abbia diritto alla rappresentanza nella giunta comunale se è rappresentato nel consiglio comunale con almeno due seggi. La composizione dei consigli comunali per gruppi linguistici può essere rilevata sulla base della dichiarazione nominativa di appartenenza o di aggregazione linguistica. In Alto Adige essa costituisce un requisito per l’elettorato passivo nelle elezioni comunali. Già al momento della presentazione della lista dei/delle candidati/e deve essere indicata, per tutti/e i/le candidati/e, la rispettiva appartenenza o aggregazione linguistica.
I dati qui presentati sulla rappresentanza dei gruppi linguistici nei consigli comunali sono stati raccolti nell’ambito di un progetto di ricerca del Center for Autonomy Experience (Eurac Research), trasmessi dai singoli comuni ed elaborati come quote percentuali per i tre gruppi linguistici.
Il censimento linguistico rileva la consistenza dei gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino. Costituisce la base per l’assegnazione dei posti nel settore pubblico secondo la cosiddetta proporzionale etnica, cioè in base al rapporto numerico tra i tre gruppi linguistici. Il censimento si svolge di norma ogni dieci anni, l’ultima volta nel 2023/2024. Tutti i cittadini italiani residenti in Alto Adige devono dichiarare in forma anonima la propria appartenenza o aggregazione a uno dei tre gruppi linguistici.
Attualmente la composizione percentuale dei gruppi linguistici in Alto Adige è del 68,6 per cento per il gruppo linguistico tedesco, del 27 per cento per quello italiano e del 4,4 per cento per quello ladino. Rispetto al 1971, il gruppo linguistico tedesco e quello ladino sono aumentati rispettivamente di 5,6 e 0,7 punti percentuali, mentre il gruppo linguistico italiano è diminuito di 6,3 punti percentuali. Nell’ultimo censimento linguistico, tuttavia, il gruppo linguistico italiano ha registrato per la prima volta di nuovo un lieve aumento di 0,92 punti percentuali.
I risultati dell’ultimo censimento linguistico offrono un punto di riferimento per valutare il peso demografico del gruppo linguistico tedesco e permettono di contestualizzare la sua rappresentanza politica.
La cartina dell’Alto Adige mostra se il gruppo linguistico tedesco è rappresentato negli attuali consigli comunali (anno di riferimento 2025) e in quelli precedenti. Nella seconda pagina viene invece presentata la quota percentuale del gruppo linguistico nei consigli comunali.
Il gruppo linguistico tedesco è attualmente rappresentato in 108 dei 116 consigli comunali dell’Alto Adige.
I risultati dell’ultimo censimento linguistico offrono un punto di riferimento per valutare il peso demografico del gruppo linguistico italiano e permettono di contestualizzare la sua rappresentanza politica.
La cartina dell’Alto Adige mostra se il gruppo linguistico italiano è rappresentato negli attuali consigli comunali (anno di riferimento 2025) e in quelli precedenti. Nella seconda pagina viene invece presentata la quota percentuale del gruppo linguistico nei consigli comunali.
Il gruppo linguistico italiano è attualmente rappresentato nel consiglio comunale di 32 comuni. Nelle precedenti elezioni comunali erano 33.
I risultati dell’ultimo censimento linguistico offrono un punto di riferimento per valutare il peso demografico del gruppo linguistico ladino e permettono di contestualizzare la sua rappresentanza politica.
La cartina dell’Alto Adige mostra se il gruppo linguistico ladino è rappresentato negli attuali consigli comunali (anno di riferimento 2025) e in quelli precedenti. Nella seconda pagina viene invece presentata la quota percentuale del gruppo linguistico nei consigli comunali.
Oltre ai comuni delle valli ladine, il gruppo linguistico ladino è rappresentato anche in altri tre comuni che, dal punto di vista amministrativo o statistico, non sono attribuiti alle valli ladine. Nei comuni ladini solo un membro del consiglio comunale non appartiene al gruppo linguistico ladino.
Per valutare la rappresentanza dei gruppi linguistici negli attuali consigli comunali (anno di riferimento 2025) si prendono come riferimento i dati del censimento linguistico 2023/2024. Essi fungono da termine di confronto per la sovra- o sottorappresentazione del rispettivo gruppo linguistico nel consiglio comunale.
La colorazione dei comuni mostra se il gruppo linguistico considerato nel consiglio comunale è sotto- (rosso) o sovrarappresentato (blu) rispetto ai dati del censimento linguistico nel comune.
In 100 comuni la quota del gruppo linguistico tedesco nell’attuale consiglio comunale è superiore al valore di riferimento del censimento linguistico, in 16 è inferiore. In 109 comuni la quota del gruppo linguistico italiano nell’attuale consiglio comunale è inferiore al valore di riferimento del censimento linguistico.